Santuario della Madonna di San Pietro

Divenne un importante luogo di culto dal 1583, in seguito a eventi miracolosi attribuiti all'immagine della Vergine. Nell'interno si trova una sorta di "galleria" di Francesco Nasini: il "Miracolo di Sant'Andrea Corsini", il ciclo di affreschi negli arconi ("Ecce Homo" e "Trionfo di San Michele", 1640), l' "Angelo annunciante e la Vergine annunciata", la "Crocifissione" (1641), e soprattutto le originalissime raffigurazione dei "Novissimi" (1641); alla sua bottega riconducibile il "Cristo deriso" e i dipinti della cappella di San Carlo Borromeo. Lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria" di don Antonio Nasini, figlio di Francesco. Sull'altare maggiore conservata la venerata immagine della "Madonna" (1580) di Martino d'Urbano da Celia.

Volume di riferimento: L'Amiata e la Val d'Orcia


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