Carlo Agostino Fabroni, nacque a Pistoia il 28 Agosto 1651 da una delle famiglie più importanti della città. Iniziò i suoi studi a Pistoia sotto i gesuiti e li proseguì a Roma nel Seminario Romano. Da Roma passò quindi all’Università di Pisa, dove agli studi di Teologia unì quelli di Giurisprudenza, laureandosi in Teologia e Diritto Canonico e civile nel 1675. Nel 1691 Innocenzo XII lo chiamò a ricoprire la carica di Segretario dei Memoriali e nel 1695 quella di Segretario della Congregazione di Propaganda Fide. Nel 1706 il nuovo papa Clemente XI lo fece cardinale sotto il titolo presbiteriale di Sant’Agostino. Durante gli anni della sua attività ecclesiastica, Carlo Agostino dette impulso alle Missioni cattoliche in tutto il mondo, si trovò a dirimere numerose difficoltà, scandali, e controversie, nate in seno alla Chiesa e fu ritenuto “quasi autore” della famosa Bolla contro Quesnell, la “Unigenitus Dei Filius”. Morì a Roma il 19 settembre 1727 e fu sepolto nella chiesa titolare di Sant’Agostino.
Data e modo acquisizione
Il fondo Fabroni fu donato dal cardinale con una donazione “inter vivos” rogata il 26 maggio 1726 a favore della Congregazione dei Preti dell’Oratorio di San Filippo Neri di Pistoia.
Fino dal 1722 la suddetta Congregazione aveva donato al Fabroni l’oratorio annesso alla loro chiesa. Il cardinale lo restaurò e sopra la chiesa fece costruire un edificio che potesse accogliere la sua biblioteca. La donazione venne poi convalidata da Benedetto XIII con Breve Apostolico del 31 maggio 1726 e nel testamento di Carlo Agostino del 31 dicembre 1726 dove egli specificò “l’uso pubblico” della sua biblioteca a favore della città di Pistoia.
Storia
Nel 1726, all’atto della donazione il Fabroni donò circa 7000 volumi della sua ricca Biblioteca romana e specificò che all’originaria donazione venissero poi aggiunti alla sua morte altri libri che si era tenuto per bisogno e tutti quelli che avrebbe comprato nel tempo. I libri arrivarono da Roma a Pistoia per via mare con la scorta delle galere papali, inviate dal papa Benedetto XIII, dalla foce del Tevere al porto di Livorno insieme a due banchi di noce indiano uno dei quali impreziosito da un crocifisso bronzeo dell’Algardi e con due gruppi marmorei di Agostino Cornacchini (Pescia 1685- Roma, dopo il 1740), “La nascita “ e “La deposizione”.
A tre anni dalla morte del Fabroni, la biblioteca fu aperta al pubblico (1730), sotto la gestione dei padri filippini. Nel 1808, in seguito alla soppressione della Congregazione dei Filippini, il possesso della Fabroniana passò al Comune di Pistoia, ma questo, all’indomani della caduta del regime napoleonico, dovette cederlo al Capitolo della Cattedrale, in ottemperanza alla volontà del Cardinale, il quale nella sua donazione aveva già dato disposizioni relative alla successione della proprietà.
Nella originaria donazione del Fabroni del 1726 era previsto l’accrescimento della collezione attraverso acquisti da parte del bibliotecario “di nuovi corpi di Libri, particolarmente di materie ecclesiastiche”, acquisti che, a quanto risulta dagli inventari redatti nel corso degli anni e dagli Atti del Capitolo furono sporadici e mirati soprattutto a dare completamento a opere già in possesso del cardinale. Un notevole incremento delle collezioni si ebbe nel corso dell’Ottocento grazie soprattutto alle soppressioni di ordini religiosi; confluirono infatti nel fondo del Cardinale, alcuni testi della Biblioteca dei Padri Filippini e una parte di quella del Convento dei frati francescani di Giaccherino.
Nel 1983, il direttore in carica, Don Alfredo Ceccarelli presentò una denuncia per la sparizione di 74 testi in seguito ad un furto. I testi, tra i quali vi erano molte opere a stampa del XVII secolo, incunaboli e preziosi manoscritti sono stati quasi tutti recuperati tra il 1987 e il 1994.
Alimentazione
Il Fondo del cardinale è un fondo considerato chiuso. Solo recentemente, nell’anno 1999, il Capitolo della Cattedrale, proprietario della Biblioteca, ha ritenuto opportuno completare la collezione degli Acta Sanctorum, opera monumentale dei Bollandisti composta da oltre sessanta volumi pubblicati a partire dal 1643, acquistando alcuni dei più recenti volumi, pubblicati in questo secolo relativi a testi complementari ed agli Acta del mese di Novembre.
Indicizzazione
Il Fabroni nella sua donazione aveva lasciato disposizioni precise affinché i libri venissero ordinati e indicizzati e ne venisse fatto un riscontro “esatto” ogni tre anni sotto la sovrintendenza del Vescovo di Pistoia. Questa disposizione venne regolarmente eseguita, come risulta da alcuni libri di Atti solo fino alla metà del 1800. Ogni testo era marcato con sigillo con l’effigie di San Filippo Neri e il sigillo “Ex bibl C.A. Card. Fabroni”.
Della parte a Stampa del fondo esistono i seguenti Inventari manoscritti:
Ms 415 - E’ il più antico Inventario manoscritto della Biblioteca. E’ anteriore alla morte del cardinale e presenta una “Nota de Libri mandati a Pistoia in n° trenta Casse” e infine un’aggiunta
“Cassetta venuta li 4 giugno 1727”.
Ms 416 -“Catalogo della Libreria Fabroniana che possedono li Preti della congregazione dell’oratorio di S. filippo Neri in Pistoia Donata loro per uso pubblico dall’ Emo., e R.mo sig.r Cardinale Carlo Agostino Fabroni Di Gl. Mem. Formato secondo l’Ordine delle materie e de’ loro Scrittori disposti per Alfabeto in ciascheduna Scansia Terminato L’anno MDCCXXXVII, che è il settimo dell’Apertura della Libreria.”
In questo catalogo si specifica che ogni scansia è contrassegnata da una lettera dell’alfabeto e tutti i libri in essa contenuti sono segnati con la stessa lettera e con un numero ordinale. I libri sono ordinati secondo la grandezza e secondo la diversità delle materie.
Ms 417 - “Bibliothecae fabronianae Catalogus secundum Auctorum Cognomine ordine Alphabetico dispositu Anno MDCCXLVII”.
Segue un ordine alfabetico per autori e titoli molto sintetico con la data di pubblicazione, il formato e la collocazione.
Nel 1885 ( vedi : Atti del Capitolo in data 16 aprile 1885) il Capitolo della Cattedrale decide di provvedere al più presto al “generale Inventario della Libreria col sistema delle Schede”. Di questo intervento rimane uno schedario manoscritto incompleto custodito in un mobile in legno nella sala della biblioteca.
Esiste inoltre un moderno catalogo cartaceo
Accessibilità
Secondo il Regolamento interno, la consultazione del patrimonio librario è consentita a tutti gli utenti, a discrezione del responsabile o del direttore della Biblioteca.
Consistenza
Il fondo del cardinale Fabroni è così composto :
- circa 14000 volumi a stampa databili XVI-XVIII secolo, di cui circa 100 rilegati in miscellanea.
Le edizioni del XVI sono 1797, così distribuite:
Scaffale A 59
Scaffale B 32
Scaffale C 166
Scaffale D 20
Scaffale E 56
Scaffale F 194
Scaffale G 25
Scaffale H 38
Scaffale I 32
Scaffale K 149
Scaffale L 54
Scaffale M 200
Scaffale N 59
Scaffale O 19
Scaffale P 20
Scaffale Q 97
Scaffale R 72
Scaffale S 8
Scaffale T 86
Scaffale V 47
Scaffale X 13
Scaffale Y 25
Scaffale Z 177
Banco Grande 20
Stanzini 129.
Gli Incunaboli sono: 53
In S. Rafanelli, “Catalogo degli incunaboli delle Biblioteche pistoiesi” ne sono segnalati solo cinquantuno.
In questo nucleo dobbiamo segnalare il seguente esemplare: PLOTINUS. Opera [in latino], tradotta da Marsilio Ficino. Firenze, Antonio Miscomini, 1492. Si tratta di un incunabolo in pergamena miniato con taglio in oro e legatura in assi e pelle.
419 manoscritti
Il nucleo originario del Fabroni era di circa 330 unità e si incrementò di 73 codici nel 1869 per il deposito dell’ultima discendente femmina della famiglia Fabroni, Eugenia Fabroni Caselli ( vedi BCF, Ms 419,Fasc. 3 “Atto di Deposito” e Fasc. 4 Inventario allegato.) E’ da notare che con la nuova accessione non si venne ad alterare l’ordine antico delle segnature.
Nella raccolta si distingue una sezione di codici medievali e rinascimentali, latini e greci, circa 25 volumi compresi tra le segnature 303 e 327.
Fanno parte del Fondo donato dal Cardinale Carlo Agostino Fabroni anche i seguenti materiali non librari:
- Due banchi di pregiato noce Indiano il “Banco Grande” e “Banco Piccolo”, quest’ultimo recante sopra il crocifisso bronzeo dell’Algardi.
- Due sculture in marmo di Agostino Cornacchini, “La Nascita” e “La Deposizione” eseguite dallo scultore a Roma in casa del Fabroni fra il 1714 e il 1716.
Altri fondi nel fondo
All’interno del Fondo Fabroni sono identificabili alcuni gruppi di testi che si distinguono o per note di possesso particolari o per timbri impressi sul frontespizio. Non esistono documenti o liste di ingresso di questi volumi nella Biblioteca e quindi possibile che alcuni di essi, vedi ad esempio i libri del Vannozzi o quelli del cardinale Rospigliosi, facessero già parte della collezione del Fabroni. Questi fondi più piccoli sono contenuti nel Fondo del Cardinale in maniera molto sparsa, talvolta seguendo un ordinamento per materia dei libri contenuti in un determinato scaffale, talvolta sono collocati solo in base alla dimensione del volume. Appare quindi assai difficile poter dare una quantificazione precisa di questi nuclei.
I Fondi sono i seguenti:
Fondo Vannozzi
Si tratta di un nucleo vario di testi, opere a stampa e manoscritti appartenuti all’illustre letterato pistoiese vissuto tra il 1540 e il 1621. I testi a stampa che sono circa 100 a carattere spiccatamente religioso o di varia letteratura e sono identificabili dalla seguente nota di possesso : “Bonifacio Vannozzij “ accompagnata dal motto: “m’è più caro morir che viver senza”.
Tra i testi a stampa si segnalano circa 50 edizioni del XVI secolo.
Nel fondo dei manoscritti quelli appartenuti al Vannozzi sono i manoscritti che vanno dal n°206 al 235. Si tratta di manoscritti miscellanei distribuiti in 31 tomi dei quali il Ms 235 costituisce l’indice. Il Mazzatinti ne descrive assai sommariamente 28, senza indicare che il Vannozzi ne fu il possessore, senza segnalare che in alcuni tomi ci sono minute autografe di lettere del Vannozzi e suoi scartafacci. Per il resto queste miscellanee contengono copie di relazioni di ambasciatori veneti, relazioni sui conclavi, istruzioni di pontefici a legati e nunzi, lettere di papi, re e principi, discorsi orazioni, trattati di pace.
Fondo Convento di Giaccherino.
Si tratta di un gruppo di testi a stampa arrivati alla Fabroniana in seguito alle soppressioni napoleoniche del 1808 dal Convento dei Frati francescani del Convento di Giaccherino.
I volumi non sono quantificabili perché non esiste un elenco delle opere arrivate con questa soppressione. Negli Atti del Capitolo della Cattedrale datati 1854 (cfr. ACP, A/2-47) si apprende che in tale anno il Convento di Giaccherino chiese la restituzione “d’alcune Opere che all’epoca della soppressione operata dal Governo Francese furono di là trasferite nella Biblioteca Fabroniana” ottenendo solo quelli posseduti in esemplare doppio, e si legge che altri testi per la soppressione furono mandati alla Biblioteca di Sapienza, oggi Forteguerriana. I volumi provenienti dal Convento di Giaccherino si distinguono per un timbro sul frontespizio che reca la scritta “Bibl. Sancti Francisci de Giaccherino”.
Fondo della Congregazione di San Filippo Neri Di Pistoia.
La congregazione dell’Oratorio sorse a Pistoia per merito di Jacopo Ippoliti quattro anni dopo la scomparsa di Filippo Neri (1595). Nel 1618 i Filippini vennero accolti nella Chiesa di san Prospero, già oratorio Dei Padri Del Crocifisso, che da allora si chiamò chiesa di San Filippo.
Come già detto, il Cardinale Fabroni proprio sopra la Chiesa di San Filippo aveva fatto costruire la sua biblioteca, biblioteca che donò ai Preti della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri il giorno 26 maggio 1726, festa di san Filippo Neri.
Al Fondo Fabroni si aggiunsero così anche quei testi facenti parte della Biblioteca dei Filippini, riconoscibili per la scritta “Congr. dell’Oratorio” o sul frontespizio o sul piatto interno della coperta.
Fondo Rospigliosi Giacomo
Sparsi tra gli scaffali della Fabroniana si trovano alcuni testi, circa una ventina, appartenuti al cardinale pistoiese Giacomo Rospiliosi (1628-1684), nipote del più celebre Giulio, salito al soglio pontificio con il nome di Clemente IX. Si tratta di testi di genere vario in prevalenza a carattere religioso. I volumi sono riconoscibili da note di possesso manoscritte o sul frontespizio o sul piatto interno della coperta recanti la dicitura “Jacobi Card.li Rospigliosi”.
Nelle Edizioni del XVI secolo si segnalano 9 testi appartenuti al Rospigliosi.
Fondo Nerucci Gherardo
Collocati nella sala antica della Fabroniana che ospita il Fondo Fabroni vi sono, specialmente nei così detti “Stanzini”, alcuni testi appartenuti al letterato montalese Nerucci Gherardo (1828-1906)
Come suggerisce la collocazione, negli stanzini, ossia locali di servizio dove i libri furono sistemati dopo il riempimento delle scaffalature della biblioteca, e la biografia del donatore, questi testi sono arrivati alla Fabroniana assai recentemente, molto probabilmente per dono del Nerucci stesso che ne era alla fine dell’Ottocento un assiduo frequentatore.
Oltre ai testi, recanti sul frontespizio il timbro “Gherardo Nerucci”, in Fabroniana vi è una stampa recante l’immagine del Nerucci con dati anagrafici e con una scritta che attesta la sua appartenenza al Battaglione Universitario Toscano, con data 29 Maggio 1848.
Fondo Testi Ricciani
In un cassetto del Banco Grande della sala della Fabroniana sono collocati un gruppo di testi che possono essere considerati un fondo a parte in quanto si tratta di testi riconducibili tutti alla figura di Scipione de’ Ricci o al Sinodo Diocesano pistoiese del 1786. Questi volumi non sono riportati in nessun inventario cartaceo e non sono stati ancora catalogati. Fanno parte di questa raccolta varie Istruzioni Pastorali, Omelie , lettere pastorali , quasi tutte stampate a Pistoia alla fine del XVIII secolo dalla Stamperia Bracali.
Tipologia
Il Fondo Fabroni è da considerarsi come la raccolta personale di un eminente uomo di chiesa. Gran parte dei manoscritti e dei volumi a stampa, infatti, riguardano i problemi diplomatici e teologici alla cui soluzione Carlo Agostino aveva concorso negli anni di attività presso la Santa Sede o sono strumenti di lavoro, penso ad esempio agli svariati testi sulla Sacra Rota o Codici di Diritto Canonico ed ecclesiastico. Il Fabroni era però un uomo di profonda cultura e nella sua “libreria” accanto a questa particolare attenzione alla materia religiosa, troviamo un ampio fondo umanistico: classici latini e greci, opere di storia e storia dell’arte, testi giuridici e, in minor quantità, opere scientifiche. Si può dire che il patrimonio librario della Fabroniana, benché di carattere spiccatamente religioso, copre svariati rami dello scibile e si pone come un importante spaccato di un periodo storico e della sua cultura
Caratteristiche fisiche
Il Fondo del cardinale Carlo Agostino e gli altri fondi minori in esso contenuti non sono distinguibili fisicamente da particolari rilegature ne da segnature antiche. I testi presentano sul dorso una sola segnatura che è quella impressa al momento della loro collocazione negli scaffali della Fabroniana
Identificazione ordinamento e collocazione
Il Fondo Fabroni è conservato in una sala costruita tra il 1722 e il 1726 appositamente per ospitare la donazione. L’ampio spazio, oltre duecento metri quadri è architettonicamente strutturato da una raffinata boiserie, interrotta solo in corrispondenza di finestre, organizzata in due livelli; il primo corrispondente alla quota terrena ospita scaffalature aperte numerate con lettere dell’alfabeto dalla A alla G, mentre il secondo, interamente utilizzabile ad altezza d’uomo e servito da un ballatoio a mensola che corre lungo l’intero perimetro del salone, ha sempre scaffalature aperte contrassegnate dalle lettere dalla H alla Z. Quattro terrazzini sul ballatoio, corrispondono alla quota terrena a quattro stanzini angolari, locali di servizio e vano scala. In questi stanzini contrassegnati dalla numerazione 1-4 si conservano altri libri e nel n° 4 sono custoditi i manoscritti. Come è possibile apprendere anche dal titolo del manoscritto 416 sopra citato, nella sistemazione dei libri era stato seguito un criterio di ordinamento per materie e per la grandezza dei volumi. Nel primo ordine di scaffali troviamo opere in quarto o in folio, mentre negli scaffali del ballatoio vi sono libri in quarto, in ottavo o in formati minori e nei due banconi in legno posti nel mezzo della sala anche libri in folio magno.
Per quanto riguarda le materie, i volumi erano così disposti:
Scaffale A: Bibbia sacra e sacri Interpreti
Scaffale B: Santi padri
Scaffale C: Teologi speculativi, dogmatici e controversisti
Scaffale D: Teologi morali
Scaffale E: storici sacri e concili
Scaffale F: Diritto canonico e civile
Scaffale G: Autori proibiti
Scaffale H: teologi morali
Scaffale I: sacri riti e Sinodi
Scaffale K: Filosofi, medici e matematici
Scaffale L: giuristi e miscellanee varie
Scaffale M.: prosatori e poeti latini
Scaffale N: Erudizione varia
Scaffale O: poeti italiani
Scaffale P: Storia ed erudizione sacra
Scaffale Q: prosatori italiani
Scaffale R: Teologi
Scaffale S: Testi su Giansenismo e su Missioni e riti cinesi
Scaffale T: Bibbie sacre
Scaffale V : autori ascetici
Scaffale X: Vite di santi
Scaffale Y: Autori ascetici
Scaffale Z: Storia antica e moderna; autori politici e geografici.
Questo ordinamento non è stato sempre seguito nel corso dei secoli e oggi si trovano libri di genere diverso in ogni scaffale. In seguito ai vari arrivi di volumi provenienti o da nuovi acquisti o dalle soppressioni si è perduta anche l’originale consistenza del Fondo donato dal cardinale che non è più riconoscibile fisicamente come fondo a se stante.
Gli stanzini, eccetto quello dei manoscritti, presentano una situazione più complicata in quanto solo in alcuni di essi vi sono opere riconducibili al fondo Fabroni , in genere si tratta di opere acquistate dal Capitolo della Cattedrale, proprietario della Biblioteca, nel corso dei secoli per completare soprattutto opere dei Padri della Chiesa o enciclopedie cattoliche. La disposizione dei libri negli scaffali, inoltre, non segue sempre una numerazione continua e alcuni volumi si trovano in una collocazione diversa da quella riportata nella segnatura originale.
Stato di conservazione
La sala che ospita il fondo del cardinale Fabroni è ben aerata e non risente di problemi di umidità, per tanto i testi si trovano in un condizione fisica generale buona. I libri hanno avuto nel corso dei secoli solo rari interventi di spolveratura. Recentemente notata la presenza di numerosi tarli nelle scaffalature e in alcuni dorsi dei libri è stato effettuato un intervento di ripulitura e disinfestazione della scaffalatura lignea e una spolveratura dei volumi. Il lavoro è stato eseguito artigianalmente da un incaricato del Capitolo della Cattedrale, con indicazioni della Dott. Renata de Leitenburg della BIBLOS snc. di Firenze, dal gennaio 2000 all’inizio del 2002.
Per quanto i manoscritti invece, è stato effettuato un intervento di studio e restauro da parte dell’ISTITUTO CENTRALE PER LA PATOLOGIA DEL LIBRO, diretto dal dott. Carlo Federigi , durato dal settembre 1995 al giugno 1997.
I manoscritti interessati sono i seguenti:
- MS 305 Messale romano - XIV sec
- MS 306 Ambrosius, Epistulae - Firenze 1431
- MS 324 manoscritto composito
- MS 325 Horae secundum consuetudinem romanae curiae- sec XV
- MS 326 Manoscritto composito secolo XV.
Mostre e altre attività di valorizzazione
1953 - Mostra Storica nazionale della Miniatura - Roma - Palazzo Venezia
Esposto il Ms 307 Tetravangelium graecum
1996 - Mostra “Acquisizioni, ritrovamenti e restauri” Pistoia- Biblioteca Comunale Forteguerriana.
La Biblioteca Fabroniana partecipa con il Ms 315 Miscellanea di testi geometrici.
1998 - Mostra effettuata nella sala di consultazione della Biblioteca Fabroniana di manoscritti, incunaboli, e testi seicenteschi a stampa.
1999 - Mostra “ I Manoscritti medievali della provincia di Pistoia”- Mostra effettuata nella sala di consultazione della Biblioteca Fabroniana, in occasione della presentazione del volume “I Manoscritti medievali della provincia di Pistoia”, a cura di G. Murano, G. Savino e S. Zamponi. Alla mostra divisa in 5 sezioni, relative ai fondi manoscritti di tutte le biblioteche e Archivi della provincia, erano presenti i seguenti testi della Fabroniana:
-Ms 306 Ambrosius, Epistulae; MS 307 Tetravangelium graecum ; MS 313 Iohannes Bolkenhain, Tractatus de immunitate et libertate ecclesiastica; Ms 315 Miscellanea di testi geometrici; Ms 327 Iuvenalis, Satirae; Persius, Satirae.
2000 - Mostra “Luca Evangelista. Parola e immagine tra Oriente e Occidente” Padova- Museo Diocesano 14 ottobre 2000- 6 gennaio 2001.
Esposto il cod. 307 Tetravangelium graecum .
2000-01 - Mostra “I Teatri del Paradiso. La personalità, l’opera, il mecenatismo di Giulio Rospigliosi (Papa Clemente IX) - Pistoia- Palazzo Comunale 21 ottobre 2000- 7 gennaio 2001
La biblioteca Fabroniana partecipa con le seguenti opere:
- Ms 268 Rospigliosi Giulio, Adrasto (sec XVII)
- F. Fabroni, Il tebro consolator...per l’esaltazione al pontificato ...di Giulio Rospigliosi. Pistoia, Fortunati, 1667 [coll. L 383/4]
Dal 1999 la sottoscritta cura una serie di visite guidate per le scuole alla scoperta della Biblioteca Fabroniana e del suo patrimonio documentario, in collaborazione anche con l’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Pistoia (Progetto Gong).
Il percorso interessa soprattutto le classi del secondo ciclo della scuol
Bibliografia
Fonti d’archivio:
Legenda:
ACP= Archivio Capitolare di Pistoia
BCF= Biblioteca Capitolare Fabroniana
BNCF= Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
ACP, Ms D 20, Inventario datato 1828
ACP, Ms D 19, fasc 15, Inventario 1883 e fasc 16, Inventario 1890.
ACP, Atti del Capitolo della Cattedrale A/1-59
ACP, B 1-2, G. Borelli,"Fondazione e progressi della Congregazione de’ Preti dell’Oratorio di S. Filippo Neri in Pistoia Descritti in quest’anno 1746 da Giuseppe Borelli Sacerdote Pistoiese e da lui dedicati al merito singolare del Padre Giuseppe Ippoliti patrizio Pistoiese ed uno dei Padri di detta Venerabile Congregazione
BCF, Benedictus PP XIII ad perpatuam memoriam, Atto di Donazione del Cardinale Agostino Fabroni del 26 maggio 1726
BCF, Ms 332, Libro della Fabbrica celebre della libreria insigne dell’Emo e Rmo sig.re Card.le Carlo Agostino Fabroni per la sua nobil.ma patria di Pistoia ..…
BCF, Ms 333, Libro d’atti appartenenti alla libreria dell’E.mo s.r Card.le Carlo Agostino Fabroni
BCF, Ms 415 , Inventario del 1727
BCF, Ms 416, Catalogo della Libreria Fabroniana Che possedono li frati della Congegazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri in Pistoia. Donata loro per uso pubblico Dall’Emo., e Rmo. Sig.r Cardinale Carlo Agostino Fabroni Di Gl. Mem. Formato secondo l’Ordine delle Materie e de’ loro Scrittori disposti per Alfabeto in ciascheduna Scansia. Terminato l’anno MDCCXXXVII, che è il settimo dell’Apertura della Libreria
BCF, Ms 417, Bibliotecae Fabronianae Catalogus secundum auctorem cognomine ordine alfabetico dispositu anno 1747
BCF, Ms 418 Inventario manoscritti (Sec. XIX-XX)
BCF, Ms 419 Fasc. 1 Inventario 1808; Fasc. 2 Inventario sec. XIX; Fasc.3 Atto donazione di Eugenia Fabroni Caselli del 6 febbraio 1869; Fasc.4 Inventario manoscritti di suddetta donazione
BNCF, Raccolta Rossi Cassigoli, Cassetta XII V, 1-2 Testamento autografo del Card. Carlo Agostino Fabroni
Fonti a Stampa
Anna Agostini, "La Biblioteca Capitolare Fabroniana . Storia e collezioni", in “Bullettino Storico Pistoiese”, Anno CIII, 20
Note
Nei locali adibiti a Direzione della Biblioteca si trova un piccolo fondo di opere moderne che non merita di essere trattato come Fondo vero e proprio in quanto composto essenzialmente da monografie assai recenti di natura eterogenea e da alcuni periodici e monografie a carattere locale.
Fanno parte di questa sezione moderna due riviste assai prestigiose che la Biblioteca, unica nella Provincia, conserva in collezione completa. Si tratta della rivista quindicinale dei gesuiti italiani, la Civiltà Cattolica e della rivista trimestrale dei Bollandisti di Bruxelles, Analecta Bollandiana.